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EL ALBUM JAPONES

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Pensato come un album di schizzi-studio su un’area specifica abbandonata, diviene parte dell’opera: “Il giardino proibito”.

Traendo ispirazione dallo stesso supporto dell’opera, ho voluto tracciare un parallelo tra la cultura orientale e quella occidentale sul tema mitico del giardino come simbolo di vita ed equilibrio e ricondurlo ad un progetto dedicato ad un problema contemporaneo.
Nelle due culture il giardino ha il valore di perfezione ed equilibrio. I giardini giapponesi hanno le loro radici nella religione dello shintoismo giapponese, con la storia della creazione di otto isole perfette, e degli Shinchi, i laghi degli dei. Preistorici santuari shintoisti per i kami, gli dei e gli spiriti, si trovano sulle spiagge e nelle foreste in tutta l’isola.  A volte hanno preso l’insolita forma di rocce o alberi, che sono stati contrassegnati con corde di fibra di riso, e circondati da pietre o ciottoli bianchi, simbolo di purezza. Il cortile di ghiaia bianca è diventato un tratto distintivo dei santuari shintoisti, palazzi imperiali, templi buddisti e giardini zen.

Lo stesso è per il giardino dell’Eden, descritto in Genesi, capitoli 2 e 3. Il Signore creò il Giardino specialmente per Adamo, il primo uomo, che Dio aveva formato. In Genesi 2:8-9 leggiamo: “E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden, in oriente, e quivi pose l’uomo che aveva formato. E l’Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male”.  Alcuni credono che il Giardino fosse in cima ad una montagna oppure nei pressi di uno sbocco per sorgenti d’acqua fresca, perché leggiamo: “un fiume usciva d’Eden per adacquare il giardino, e di là si spartiva in quattro bracci.” (Genesi 2:10)

Dunque il Giardino dell’Eden era perfetto. Offriva sia bellezza che sostentamento, offrendo la casa ad ogni albero. “Quello è piacevole da vedere e buona da mangiare” ed una risorsa di acqua fresca da bere. Per quanto riguarda l’uomo, Dio: “lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.” (Genesi 2:15)
Fu proibito per la disobbedienza dell’uomo, che mangiò dell’albero della vita e della conoscenza.

E di fatto l’uomo poco si cura del paesaggio e spesso lo distrugge, distruggendo la vita e la conoscenza stessa.
Le piante disegnate in questo album sono state selezionate e scelte da due botanici.


Elenco delle piante disegnate:

ammophila arenaria
ciperus capitatus
kochia arenaria
calistegia soldanella
fumana procumbens
lagurus ovatus
dasipirum villosum
lonicera etrusca
quercus ilex
pinus nigra
centaurium erytraea
centaurea tommasini
leucanthemum vulgaris
vinca minor
sanguisorba minor
asparagus officinalis
artemisia caerulenscens
medicago truncatula
allium sphaerocephalon
salicornia veneta
olivello spinoso